Antifascista, nel Ventennio assieme al marito
Alfredo Monaco aderì al Partito Socialista clandestino. Dopo l'Armistizio partecipò alla Resistenza militando come staffetta nelle brigate Matteotti. La sua casa divenne punto di smistamento di materiale di propaganda e provvisorio rifugio di perseguitati, finché questa attività non fu scoperta dalle SS, cui Marcella sfuggì passando per i tetti. La partecipazione a molte importanti e rischiose imprese -fra cui l'evasione di
Saragat,
Pertini ed altri dal carcere- le valse la medaglia d'argento al V.M.