Colonna sonora:
N.Pizzi: Papaveri e papere
F.Sinatra: Smoke get's...
The Platters: Only you
The Platters: Great pretender
F. Buscaglione: Guarda che luna

D.Modugno: Nel blu dipinto di blu
Four Aces: Love is a splendored...
B.Haley: Rock around the clock
Elvis Presley: Don't be cruel
Pat Boone: Love letters in the sand
Paul Anka: Diana



Moda infantile fine anni '40
(io e le mie sorelle, Mariella ed Annaluisa)

I miei primi ricordi hanno per scenario Roma, dove mio padre si trasferì per lavoro. Una Roma in cui i Parioli erano periferia, con campagna e greggi di pecore. Quando nel '60 lasciammo Roma per Milano (sempre per il lavoro di mio padre) era nato il villaggio Olimpico e stavano crescendo le zone residenziali oltre il Tevere, lungo la via Cassia: i Parioli erano diventati quasi centro!
Ricordo che fra gli anni '40 e '50 la vita quotidiana era fatta di poche cose: spostamenti a piedi,colazioni e merende di latte e pane, un solo cambio di vestiario, che veniva sostituito quando rammendi e toppe non bastavano più per tenerlo insieme (e lo si sostituiva con un abito dei "grandi", opportunamente ristretto e adattato per salvare le parti meno consumate). Grande festa quando veniva a cena nonno Mario, che aveva ripreso l'attività politica e come parlamentare aveva uno stipendio sufficiente per portarci anche le paste e qualche banana -merci solitamente rare. Ricordo una casa abbastanza bella, ma senza riscaldamento centrale: memorabile il Natale 1949 perché sotto il presepio campeggiava come dono una stufetta elettrica. Ma questi ricordi di un mondo povero non riguardavano solo noi (anzi, mio padre aveva un discreto impiego) bensì tutti gli italiani. 


Nonno Mario e la mia sorella minore, Elda,  a Roma nel '59, prima che ci trasferissimo a Milano

Uscivamo dalla guerra come paese sconfitto; ma non ci fu riservata la condizione della Germania e del Giappone per diversi motivi, non ultimo il fatto che nei nuovi schieramenti della carta politica mondiale, che vedevano la contrapposizione USA URSS, eravamo il paese d'Europa Occidentale con i più forti partiti social-comunisti: dovevamo essere trattati con cautela. Il Presidente del Consiglio De Gasperi, che guidava un Governo a maggioranza Democristiana, Socialista e Comunista, andò a tranquillizzare l'alleato USA e ottenne un consistente finanziamento per il Piano di Ricostruzione Nazionale. Si accentuò la polemica politica, poiché le sinistre temevano che questo aiuto avrebbe spostato le simpatie degli italiani verso il centro-destra. Nel '48 le prime elezioni della neonata Repubblica (referendum del 2 giugno 1946) furono riscaldate da una campagna elettorale dai toni virulenti. Vinse la Democrazia Cristiana e per parecchi decenni governò la storia italiana, associandosi in seguito con altri partiti minori per conservare la maggioranza.


Manifesti elettorali del 1948. Quello di destra mostra una piovra che dall'Unione Sovietica protende i suoi tentacoli verso l'Italia, per ghermirla. A sinistra un altro foglio dà notizia di un comizio di mio nonno, che si presenta per il Partito Socialista Democratico, antisovietico, nato l'anno precedente da una scissione del Parito Socialista

 


Distribuzione di soccorsi agli alluvionati da parte della Croce Rossa Italiana, di cui nonno Mario era stato nominato Presidente
Ogni periodo di questa storia centenaria ha visto le sue catastrofi naturali (o quasi naturali...). Negli anni del dopoguerra la peggiore fu certamente l'alluvione del Polesine (province di Rovigo e Ferrara) nel 1951. Ricordo ancora con emozione i titoli dei giornali: "Il Po rompe ad Occhiobello". Allora non c'era la Protezione Civile; l'assistenza immediata che si poté prestare agli alluvionati fu fornita dalla Croce Rossa Italiana (alla cui presidenza era stato nominato nonno Mario). Furono mesi duri per le decine di migliaia di contadini che abitavano lungo il basso Po.

Nonostante questa ed altre gravi sventure, cominciava a crescere il benessere in Italia; e anche nella nostra famiglia.


Io con le mie due sorelle maggiori in val di Fassa (sullo sfondo si nota la sagoma del Sassolungo)

Ricordo, nel '51, mio padre venirci a prendere con l'auto Fiat "Topolino" nuova di zecca per portarci a visitare in ospedale l'ultima nata delle mie tre sorelle; forse è nello stesso anno che la vecchia ghiacciaia (ogni 2/3 giorni riempita con un pezzo di ghiaccio che distribuivano casa per casa) è sostituita dal frigorifero; nel Natale '54 arriva anche la televisione: siamo una famiglia benestante! E in effetti ogni anno riusciamo a fare quindici giorni di vacanza, generalmente sulle montagne austriache perché là tutto costa meno ( e poi c'è sempre la casa dei nonni a Meano di Trento per allungare la vacanza).


Laghetto nelle Alpi austriache; il cappello tirolese con il pennello di pelo di tasso era parte del corredo essenziale per le gite in montagna

Purtroppo fin da bambino sono stato attratto dal vizio del fumo, anche se mi accontentavo di una pipa vuota


Con le mie due sorelle e una manciata di cugini nella fontana di Meano: sono riconoscibile dalle splendide bretelle

La mia famiglia al completo nel 1951: l'ultima nata è stata chiamata Elda, come la nonna

 

Col passare degli anni la vacanza si arricchisce anche con un viaggio per l'Europa: rapido e sfibrante ma intenso e pieno di esperienze. Ricordo il viaggio fino a Berlino, forse nel '55: dalla Germania Occidentale si poteva raggiungere la città solo percorrendo un'autostrada da cui non era consentito uscire in nessun altro punto. Una volta a Berlino vediamo ancora macerie della guerra, divise militari e carri armati nei punti di confine tra i diversi settori di occupazione; al passaggio nella zona Est siamo controllati minuziosamente e restiamo sbalorditi a trovare una parte di città ancora più povera e distrutta, in cui sembra che la guerra sia passata più recentemente; in compenso si ergono monumenti a celebrazione dell'Armata Rossa.


Uscita dal settore di occupazione americana nella Berlino del 1955


Monumento agli eroi dell'Armata Rossa, a Berlino Est (ora non esiste più)


Particolare del monumento qui sopra a destra 


Carro armato russo usato come monumento per celebrare la vittoria sul nazismo


Aeromodello in balsa costruito con le mie mani, dotato di un motore a scoppio da 1.5 cc

Negli ultimi anni '50 tutto è cambiato: le cartelle per la scuola non le fabbrica più mia madre con la macchina da cucire a pedale ma le compriamo; e il mio giocare non è fatto solo di scorribande nei prati fuori casa e calci al pallone ma anche di oggetti: mi lancio nella costruzione di aeromodelli e plastici per trenino elettrico. Roba da fare invidia a molti miei compagni di scuola. Il benessere attenua in Italia la battaglia politica; lo sport comincia a suscitare grandi entusiasmi e a dirottare su terreni più innocui gli scontri polemici. Folle sterminate si riversano lungo le strade del Giro d'Italia quando corrono Gino Bartali o Fausto Coppi. La nuova generazione comincia a provare fastidio a sentire racconti di guerra. Ci si avvia verso il boom economico.


Affresco su una casa di un paese a ricordare il passaggio del Giro d'Italia, quando tra i campioni c'erano Bartali e Coppi (i primi, in alto e in basso, sulla destra

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by edc 

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