Figlia di un imprenditore del settore cerealicolo, fu rapita a scopo di estorsione il 30/6/1975. Fu tenuta prigioniera in una minuscola cella sotterranea dove non poteva stare in piedi, con un piccolo tubo per l'aria; resistette per un mese in queste pietose condizioni, imbottita di sedativi, mentre i rapitori contrattavano con la famiglia la cifra del riscatto: avevano chiesto 5 miliardi di lire, finendo per accettare il miliardo che il padre era riuscito a racimolare vendendo tutto e indebitandosi; ma quando la famiglia pagò Cristina era già morta da un giorno. Il suo cadavere fu trovato l'1/9/1975 in una discarica presso Galliate (No). Negli anni seguenti le indagini portarono all'individuazione e condanna di fiancheggiatori del sequestro, ma solo in seguito si trovarono gli esecutori materiali e, nel 2026, i mandanti, criminali della 'ndrangheta calabrese. |