Medico chirurgo, nel 1890 divenne primario all'ospedale di Ravenna, nel 1905 all'ospedale Maggiore di Bologna. Di opinioni vicine al Socialismo, conobbe
Andrea Costa e
Giovanni Pascoli; nel 1925 firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti; nel 1931 fu costretto a lasciare l'insegnamento universitario perché rifiutò di fare il giuramento di devozione "alla patria e al regime fascista": uno dei soli dodici cattedrattici che non giurarono.
La targa è sulla facciata della farmacia un tempo gestita dal padre di Nigrisoli.