Da studente fu appassionato di letteratura greca, di numismatica ed epigrafia classica; poi si orientò su studi giuridici. Nell'ateneo pavese insegnò statistica e procedura giudiziaria e notarile, su cui pubblicò alcuni trattati; scrisse anche saggi di scienze fisiche e matematiche, nonché poesie di occasione in latino. A Pavia nel 1828 fu rettore dell'Università poco prima di morire per una meningite fulminante. |