L'epigrafe cita la frase conclusiva della lettera che
Piero Calamandrei scrisse nel 1952 ad Albert Kesselring, il comandante in capo delle forze d'occupazione tedesche in Italia dal 1943 al 1945: il feldmaresciallo, una volta scarcerato, aveva dichiarato che per il suo comportamento durante l'occupazione gli italiani avrebbero dovuto dedicargli un monumento; la sferzante risposta di Calamandrei rievocò la ferocia degli occupanti e la tenacia degli italiani che avevano voluto battersi e morire per la libertà.