Fra il 14 e il 15 gennaio 1968 una serie di scosse telluriche seminò morte e distruzione in diversi comuni della valle del Belice; fra questi Gibellina. Dopo il tempo degli ultimi soccorsi e del lutto, iniziò quello delle attese per la ricostruzione; nel 1970, dando corpo ad un'idea dello scrittore
Leonardo Sciascia, il sindaco di Gibellina, Ludovico Corrao, mandò un appello a tutti i grandi architetti e artisti italiani perché venissero nel suo paese e dessero alla ricostruzione un'impronta particolare, come un grande laboratorio d'arte. Lo scultore
Pietro Consagra, di Mazara del Vallo, fu tra i primi a rispondere e quello che più si attivò nel trasformare un antico paese di piccole case in un gigantesco museo all'aperto di arte moderna.