Fu membro del Governo provvisorio veneziano durante l'effimera Repubblica del 1848/49; poi esulò a Corfù e a Torino. Di idee repubblicane e cattoliche, si dedicò alla filologia e alla letteratura (Dizionario dei sinonimi, Commento alla Divina Commedia, il romanzo Fede e bellezza); fu anche raccoglitore di canti e racconti popolari dei popoli balcanici. |