Laureata in Giurisprudenza, dopo l'Armistizio aderì alla Resistenza militando nel Partito Comunista clandestino e organizzando i
Gruppi di difesa della donna e per l'assistenza ai combattenti della libertà; ebbe anche importanti funzioni di collegamento come staffetta partigiana. Nel dopoguerra svolse l'attività d'avvocato dedicandosi ai casi di diritto di famiglia, diritto del lavoro, tutela dei minori e dell'ambiente. Partecipò anche alla vita politica torinese e nazionale prima nelle file del PCI, come indipendente dopo la
rivolta d'Ungheria.