Di famiglia nobile, plurilaureato, si arruolò volontario nella guerra d'Etiopia e in quella di Spagna, in appoggio alle truppe franchiste; ma, quando il Fascismo strinse i rapporti con la Germania ed entrò nella II Guerra Mondiale, si scontrò col regime e dopo l'Armistizio aderì alla Resistenza costituendo una banda partigiana, chiamata col suo falso nome "Organizzazione Franchi". Strinse i rapporti con il controspionaggio inglese e partecipò a numerose audaci missioni; quando a Milano in divisa germanica tentò di liberare rocambolescamente
Ferruccio Parri imprigionato dalle S.S., venne riconosciuto catturato e destinato alla deportazione; la Liberazione lo raggiunse nel lager di Bolzano. Nel dopoguerra sostenne la sua predilezione per un regime monarchico e promosse il movimento, "Pace e libertà", in funzione anticomunista, appoggiato dalla Cia. Fu coinvolto anche in trame golpiste ma in sede processuale venne prosciolto. Si diede poi alla carriera diplomatica.