Iniziò come falegname, ebanista e restauratore, poi passò alla scultura in legno, creta e gesso. Nel dopoguerra partecipò ad esposizioni collettive e personali, cominciando anche a vincere premi. Alla produzione di opere unì l'attività di insegnante. Sua era la statua in bronzo di Andrea Doria imbarcata nel salone di prima classe dell'omonimo transatlantico inaugurato nel 1953.
Le date 1943-1952 si riferiscono al periodo in cui, lasciata Milano dove si era trasferito in cerca di lavoro, era tornato ad Asiago, a sposarsi e a cercare sollievo dall'asma bronchiale di cui soffriva. |