Fu a lungo direttore sanitario del Policlinico di Milano; per l'impulso dato ai trapianti nel nord Italia venne insignito dell'Ambrogino d'oro, nel 1977, assieme al prof. Sirchia. Alla fine degli anni '70 si accorse che alcuni materiali e macchinari dell'ospedale erano stati sabotati e denunciò coloro che riteneva ne fossero responsabili; i compagni dei sabotatori ferirono alle gambe alcuni infermieri che ritenevano avessero fatto la spiata; dopo questi attentati fu proposta una scorta armata a Marangoni, a prevenire ulteriori ritorsioni, ma egli rifiutò. Le Brigate Rosse (colonna "Walter Alasia") organizzarono la feroce vendetta dimostrativa: tramite un'infermiera che abitualmente assisteva il primario vennero a conoscenza delle sue abitudini, degli orari dei suoi spostamenti e si appostarono sotto casa; quattro terroristi bloccarono la sua auto mentre usciva e lo uccisero con raffiche di proiettili. Dopo molti mesi i responsabili furono scoperti, processati e condannati, qualcuno fuggito all'estero fu assicurato alla giustizia in seguito, dopo l'estradizione.
Questa formella fa parte del
Memoriale, progettato a Brescia dal 2013 al 2023 per commemorare in 441 formelle, distribuite fra le vie della città, le vittime di terrorismo e stragi politiche avvenute tra il 1947 e il 2015.