Gioielliere che 3 settimane prima dell'agguato fatale era rimasto coinvolto nel tentativo di rapina in un ristorante e aveva reagito sparando; allora ci furono feriti e due morti, un rapinatore ed un avventore del locale. In relazione a questo episodio, per vendetta i Proletari Armati per il Comunismo successivamente lo aggredirono uccidendolo; da un proiettile sparato dal padre rimase colpito il figlio Alberto, da allora paraplegico. I 3 esecutori materiali furono individuati, catturati e condannati; condanne ebbero anche gli organizzatori del gruppo terroristico, tra cui un Cesare Battisti che nel 1981 riuscì ad evadere dal carcere di Frosinone e si rese latitante, prima in Francia e poi in Brasile, finché non fu concessa l'estradizione richiesta dall'Italia e fu nuovamente rinchiuso nelle nostre galere (2019).
Questa formella fa parte del
Memoriale, progettato a Brescia dal 2013 al 2023 per commemorare in 441 formelle, distribuite fra le vie della città, le vittime di terrorismo e stragi politiche avvenute tra il 1947 e il 2015.