"Simbolo della Carloforte socialista è la
Casa del Proletariato; progettata dall'ing. Pomata, fu costruita per accogliervi le varie leghe e cooperative dei battellieri, dei pescatori e dei contadini, e fu essa stessa una cooperativa. Si tratta di un edificio alto 10 metri, che occupa una superficie di 800 mq comprendente i locali necessari agli uffici, ai magazzini per gli attrezzi di lavoro, le sale per i comitati e le assemblee, più un vasto teatro. Fu inaugurato il 1° maggio 1922" (
Il Manifesto 18/8/2005).
La targa, che ho trovato sul sito
HIMETOP, è affissa al lato del palazzo dove si affaccia il cine-teatro intitolato al medico socialista
Giuseppe Cavallera.
L'aggettivo
Tabarchino dell'epigrafe si riferisce ad una lingua diversa dal sardo, parlata ormai quasi esclusivamente a Carloforte e Calasetta: deriva dal genovese perché risale ad una spedizione di pescatori di corallo di Pegli (Ge) che nel '500 colonizzarono l'isola di Tabarca, di fronte a Tunisi, e due secoli dopo si spostarono sulle isole sarde di fronte al Sulcis. Ancora oggi è parlata da alcune migliaia di persone.