Sui monti della Carnia al confine con l'Austria militari italiani furono inviati sul luogo di un'esplosione che aveva messo fuori uso un traliccio dell'alta tensione; ma il terreno intorno era disseminato di altre trappole esplosive; prima rimase investito da uno scoppio l'alpino radiofonista
Armando Piva, poi altro ordigno uccise i paracadutisti
Mario Di Lecce,
Olivo Dordi e il capitano dei Carabinieri
Francesco Gentile. Tutti e quattro furono insigniti di medaglie al V.M alla memoria. Vennero individuati i responsabili della strage, esponenti del separatismo sudtirolese, e dal tribunale di Firenze furono condannati in contumacia; poi, su pressioni italiane, anche l'Austria li processò, ma là furono assolti per insufficienza di prove.
Queste formelle fanno parte del
Memoriale, progettato a Brescia dal 2013 al 2023 per commemorare in 441 formelle, distribuite fra le vie della città, le vittime di terrorismo e stragi politiche avvenute tra il 1947 e il 2015.