Muratore e minatore, comunista, emigrante in Francia, combatté con le Brigate Internazionali nella Guerra di Spagna contro le truppe franchiste. Tornato in Italia fu mandato al confino a Ventotene; dopo la caduta di Mussolini si avvicinò alle bande partigiane del Savonese assieme al fratello Amanzio. Qui militi repubblichini finsero di voler essere aiutati a disertare ed unirsi ai partigiani; i due fratelli accettarono, cadendo nel tranello; vennero arrestati, torturati e portati alla fucilazione. Mentre aspettavano, sull'orlo di un dirupo, Amanzio chiese la presenza di un prete e, coperto dal prete che gli si avvicinava, saltò giù nel dirupo gridando al fratello di fare altrettanto; Amanzio, pur colpito da una pallottola, riuscì a dileguarsi, Costanzo invece rimase bloccato e venne subito trucidato.
La targa è accolta in archivio pur essendo apparentemente targa viaria, poiché non ha funzione toponomastica (è la Strada Provinciale n.29) ma solo commemorativa. |