L'edificio fu costruito nel 1929 come centro di ricovero e riposo per braccianti agricoli: lo dice in forma stringata la scritta della fascia superiore. Quella inferiore amplia il significato in forme piω eleganti; il segnalatore osserva che lo scrivente prese a modello parole che campeggiano sulla Villa Imperiale di Pesaro, donata dalla duchessa Eleonora Gonzaga al marito Francesco Maria I Della Rovere, duca di Urbino; quello era un luogo di riposo, un rifugio dalle fatiche di guerra, mentre l'edificio di Viboldone si riferisce alle fatiche dell'agricoltura. Le prime parole (
Pro sole
pro laboribus) riprendono quelle suggerite da
Pietro Bembo quando gli fu chiesta una dedica per la villa di Pesaro.