Giovane cristiana catanese vissuta nella prima metà del III sec. e martirizzata sotto l'imperatore Decio. Nelle torture che subì viene ricordato il taglio dei seni, che in genere si vedono posati su un piatto, offerto dalla santa, nelle molte immagini che la raffigurano.
La prima serie di lettere, sotto il finestrone sinistro di facciata della cattedrale, trascrive le iniziali di una formula religioso-scaramantica che dice:
Noli Offendere Patriam Agathae Quia Ultrix Iniuriarum Est ("Non offendere la patria di Agata perché è vendicatrice delle offese"). La seconda, sotto il finestrone di destra, contiene le iniziali di
Mentem Sanctam Spontaneam Honorem Deo Et Patriae Liberationem ("Mente santa e spontanea, onore a Dio e liberazione della patria"): sono le parole che avrebbe detto l'angelo giunto nella cella di S.Agata per confortarla.
S.Agata è la patrona di Catania.