Questo, fin dal Medio Evo, era il magazzino per la conservazione e distribuzione delle gallette destinate all'approvvigionamento delle galere in uscita dall'Arsenale; l'edificio era attiguo ai forni militari di S.Biagio. Le gallette -o "
biscòti"- erano fette di pane cotto due volte per ridurre al minimo il contenuto d'acqua e rendere l'alimento meglio conservabile nelle stive, esente da muffe e funghi durante i lunghi imbarchi.
Sopra la porta centrale un bassorilievo mostra, in alto, l'allegoria di Venezia in aspetto di Giustizia, con spada e bilancia, affiancata da due leoni; più sotto c'è lo stemma del doge Marino Grimani, che commissionò i lavori di restauro nel 1596. Le lettere a fianco e sotto le due scritte sono le iniziali di nome e cognome dei
Provedadori a l'Arsenal e dei
Patroni a l'Arsenal (nella targa di destra sono nominati per esteso in epigrafe: Alessandro Gritti, Pietro Navagero, Pietro Cappello, Pietro Giustinian e Andrea Vendramin; in latino sono chiamati
supraprovisores i primi,
praefecti annonae i secondi).