Figlio primogenito di
Carlo Alberto, subentrò al padre quando abdicò all'indomani della
sconfitta di Novara (1849). Sotto il suo regno, grazie alla sapienza politica di Cavour e alla capacità militare carismatica di Garibaldi, furono realizzate l'unità e l'indipendenza d'Italia. Alla sua morte gli fu dedicato a Roma il gigantesco monumento del
Vittoriano (o altare della patria).
La
statua è opera di Francesco Barzaghi; nella notte fra il 12 e il 13 marzo 1946 da ignoti fu ricoperta di vernice rossa e nella notte fra l'11 e il 12 giugno dello stesso anno fu pesantemente danneggiata da un attentato dinamitardo; restò poi nel cortile di un ex monastero fin quando venne restaurata e riposizionata
in loco nel 2013.
Forse nel numero romano sulla destra è caduta alla fine la cifra I: nelle notizie online sull'inaugurazione del monumento è sempre riportato l'anno 1881 (7 agosto).