Discendente del casato Merlani, da umanista scelse un cognome che si riallacciasse ad un'antica famiglia romana. Studiò a Milano con Francesco Filelfo e poi andò ad insegnare a Mantova e Venezia, finché non fu invitato da Ludovico il Moro alla cattedra di Pavia e infine alla Scuola Palatina di Milano. Ricercò, tradusse e commentò testi classici, curò l'editio princeps di Plauto.
Il suo busto è il primo a destra sulla fronte del portico delle Scuole Palatine. |