Ragioniere, fervente cattolico, alla chiamata di leva per la RSI nel 1944 si diede alla macchia e si aggregò ad una brigata partigiana della VII Divisione Garibaldi. Partecipò all'audace impresa che avrebbe dovuto creare una zona libera da nazifascisti fra la valle del Lys e le montagne biellesi; ma il piano fallì e molti uomini persero la vita; Pistoni si attardò per assistere caritatevolmente un nemico rimasto ferito; venne colpito da una scheggia di mortaio che gli tranciò l'arteria femorale; mentre moriva per dissanguamento intinse il dito nella ferita e vergò sul tascapane il suo testamento: «
Offro la mia vita per l´A.C. e l´Italia. W Cristo Re» (A.C. è l'Azione Cattolica). Questa scritta è conservata come una reliquia nella cattedrale di Ivrea; è stato avviato un processo di
beatificazione.
Su fb ho trovate foto postata da Sergio Enrico che mostra un vecchia lapide, situata probabilmente nel punto esatto dove Pistoni cadde, poco sopra il piano stradale (vedi secondo
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