Fu il primo armatore italiano di vascelli a vapore ("pironaviglio"): nel 1838 fondò la
Società di navigazione Rubattino. Della sua compagnia era il postale
Polluce, che naufragò nel 1841 al largo dell'Elba con un carico molto prezioso, che lo stesso Rubattino allora cercò di reciuperare invano, affrontando grandi spese. Nel 1851 la Compagnia Rubattino ebbe l'autorizzazione per collegare regolarmente Genova con la Sardegna. Negli anni seguenti stipulò un accordo con l'armatore siciliano Florio, con cui fondò la
Navigazione Generale Italiana.
Di Rubattino erano anche i due piroscafi, il Piemonte e il Lombardo, su cui si imbarcarono i Mille, acquistati grazie alla mediazione di Giovan Battista Fauché, un dipendente della Compagnia.
Dopo l'apertura del canale di Suez (1869) Rubattino estese i suoi interessi commerciali fino in Abissinia, dove qualche decennio dopo si esercitarono le prime mire imperialistiche del regno d'Italia.
Il monumento, del 1893, è opera dello scultore Augusto Rivalta.